Come fare per avere contenuti vincenti

Contenuti vincenti nell’era dei social network

Il massiccio uso dei social network fatto durante la campagna elettorale dal neo-eletto presidente degli Stati Uniti Donald Trump ci ha dimostrato una volta di più come il mondo stia cambiando. Pare inoltre che, soltanto nelle 24 ore che hanno preceduto la proclamazione del risultato elettorale, su Twitter si siano scambiati oltre 75 milioni di cinguettii collegati all’evento.

Contenuti vincenti

Cifre come questa ci fanno capire come i social network abbiano superato i media tradizionali nella diffusione delle informazioni (e non solo) e come sia diventato di vitale importanza per un’azienda sfruttare le potenzialità di questi nuovi canali con contenuti adeguati.

Ma come devono essere questi contenuti?

1) Originali, mai banali

Come dicevo nel post “La rivoluzione del Social Media Marketing”, la rete è continuamente inondata di contenuti su qualsiasi argomento e l’utente finale è oramai sufficientemente allenato da diffidare dei materiali triti e ritriti. E’ quindi necessario organizzare la mole di informazioni a disposizione e rielaborarla da un punto di vista originale.

2) Utili all’utente finale

I contenuti devono essere utili all’utente finale, devono risolvere i suoi problemi, soddisfare le sue esigenze e/o i suoi desideri. Non a caso i post che iniziano con “Come fare per…”, “10 modi per…” o titoli simili riscuotono particolare successo.

3) Coinvolgenti, capaci di suscitare emozione o curiosità

Contenuti coinvolgenti curiosità

In un momento in cui l’utente è bombardato da messaggi di ogni tipo, al punto da non percepirli quasi più, un contenuto che sappia in qualche modo coinvolgere, risvegliare la curiosità o le emozioni, ha una maggiore possibilità di imprimersi nella mente. Non solo. Avrà anche una maggior probabilità di essere condiviso tra gli utenti.

4) Foto, immagini, infografiche e video

Viviamo in un’epoca in cui i contenuti visivi hanno soppiantato quelli testuali in quanto a efficacia comunicativa. Basta guardarsi intorno per trovare a supporto statistiche di ogni genere. Solo per citare un paio di esempi, già qualche anno fa la Mdg Avertising ci raccontava che il 94% degli utenti è attratto da contenuti con immagini, mentre, secondo i dati raccolti da Business2Community, i tweet con immagini ricevono il 150% di retweet in più e l’87% dell’engagement di una pagina Facebook riguarda i post contenenti foto. E c’è anche chi arriva ad ipotizzare che entro cinque anni su Facebook si scambieranno soltanto video.

Insomma, al di là dei numeri e delle previsioni, ciò che conta è che contenuti con elementi visivi (siano essi foto, immagini, infografiche o video) ottengono una percentuale decisamente superiore di condivisioni, “mi piace”, retweet, nuovi follower, fan e chi più ne ha più ne metta. Quindi meglio sfruttare tutti gli strumenti a disposizione e dare libero sfogo alla fantasia!

5) Facilmente condivisibili

Contenuti facilmente condivisibili

Partiamo dal presupposto che chi usufruisce dei nostri contenuti a volte è un po’ pigro o, più generalmente, va di fretta. Quindi ricordiamoci di mettere sempre a portata di click i pulsanti per la condivisione sui social network.

6) Pubblicati con regolarità

Si sente spesso dire che per fare content marketing (marketing dei contenuti) si deve programmare e stendere un vero e proprio piano editoriale. In effetti, solo pubblicando con regolarità si acquisisce credibilità e si guadagna la fiducia dell’utente finale.

7) Ottimizzati per i motori di ricerca

Contenuti ottimizzati

Non tralasciamo gli accorgimenti che permettano il posizionamento tra i primi risultati dei motori di ricerca. In particolare è bene prestare molta attenzione al titolo, alle descrizioni, nonché alla frequenza delle parole chiave nel testo (anche se il nuovo algoritmo di Google ha ridimensionato il ruolo di questa variabile). Anche nel caso delle immagini, perché vengano indicizzate correttamente, è bene dar loro un nome che rispecchi ciò che rappresentano.

8) Liquidi

Cerchiamo di sfruttare i contenuti su diversi canali social, ma con i dovuti adattamenti: i contenuti devono essere liquidi, cioè adattarsi al contenitore (ossia il canale) in cui li inseriamo.
Così un post del blog può alimentare diversi aggiornamenti su Facebook e un numero ancora maggiore di tweet su Twitter oppure potrebbe essere trasformato in un file audio da condividere. Più post sullo stesso argomento possono dar vita ad un e-book, mentre una presentazione che abbiamo condiviso su SlideShare potrebbe essere caricata in versione video su Youtube, ecc…
Riproponiamo gli stessi contenuti anche più volte (ma senza esagerare), magari a orari diversi, in modo tale da raggiungere il maggior numero possibile di persone e tenendo conto delle specifiche abitudini degli utenti che utilizzano ciascun canale.

Non dimentichiamo infine che non esistono regole valide per tutti i settori e tutte le tipologie di pubblico. La cosa migliore è provare e, a mano a mano, sulla base della reazione del nostro target, correggere il tiro.

Spotty

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