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KPI o Key Performance Indicators: cosa si deve misurare

KPI - Cosa misurare
In economia aziendale i KPI (Key Performance Indicators) o indicatori chiave di prestazione sono metriche che consentono di misurare le prestazioni dei processi.

I KPI possono riguardare la performance dell’intera azienda, singoli dipartimenti o specifiche attività.

Possono essere di natura diversa. Alcuni sono strettamente finanziari (ad esempio il profitto netto o il tasso di crescita delle vendite), altri sono non finanziari (ad esempio il turnover degli impiegati o il rapporto tra forniture conformi e totale forniture ecc…). La realtà è che esiste una miriade di KPI diversi, a seconda del settore, del dipartimento (l’ufficio marketing monitorerà KPI diversi rispetto all’ufficio vendite ecc…) e del contesto in cui si opera.

Ma, soprattutto, esistono KPI diversi
in base agli OBIETTIVI dell’azienda.

Non ci sono indicatori standard che vanno bene per tutte le aziende. Definire il set di metriche importanti per il proprio business è fondamentale per evitare sprechi di tempo e di risorse.

I KPI devono avere caratteristiche ben precise. Devono essere:

  • Strettamente legati agli obiettivi dell’azienda
  • Quantificabili e misurabili
  • In ottica di lungo periodo (per consentire confronti su periodi diversi)

Prendendo spunto dalla celebre analisi S.M.A.R.T. di cui parla Drucker nel 1954, si dice che i KPI devono essere:

  • Specific (Specifici), ossia qualcosa di ben preciso e definito
  • Measurable (Misurabili), esprimibili quantitativamente
  • Achievable (attuabili), quindi compatibili con le risorse a disposizione
  • Relevant (Rilevanti) per l’azienda
  • Time-based (in funzione del tempo), ossia i KPI vanno monitorati in relazione al tempo
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